Pizzaioli – anzi “pizzaiuoli” – napoletani patrimonio Unesco!

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Si sono dunque felicemente conclusi il lungo iter e la lunga battaglia italiana perché l’arte dei pizzaioli – anzi, “pizzaiuoli”! – napoletani fosse riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’umanità intera: perché è da Napoli che la pizza ha conquistato i cinque continenti, grazie a “competenze” legate sì alla produzione vera e propria ma che includono “gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto, esibirsi e condividere”. Così ha sancito e certificato a livello planetario il 7 dicembre 2017 il consiglio Unesco riunito a Jeju, Corea del Sud.

Come ci ricorda questo interessante articolo di Dissapore, l’ambìto e prestigioso riconoscimento equivale a un “supremo marchio d’origine”, visto che New York ha addirittura provato a mettere in discussione una lampante verità storica – che la pizza sia nata a Napoli – vantando un truffaldino primato senza onore. I pizzaioli napoletani sono dunque assurti al rango di eroi mondiali del cibo più amato, depositari di un’arte – appunto – senza la quale la pizza non è pizza, o tutt’al più è una pizza senz’anima. (st)

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